venerdì, 24 ottobre 2008
Morbidtrevi si è trasferito definitivamente QUI.
Makina 3 rimane seduto in poltrona per un po'.
Magari torno.
Ciao blog.

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categoria:io
giovedì, 21 febbraio 2008
index.phpTutto è fermo.
Pino è seduto composto sulla sua macchina.
Apre gli occhi, vede. E' vivo.
Adrenalina e altri ormoni sono stati prodotti in eccesso in seguito allo shock.
I respiri profondi che si costringe a fare non domano il tremore diffuso del corpo.
Quel corpo intatto di settantenne dentro quella macchina intatta e fortunata.
Solo i rumori non sono dei migliori.
Grida di donna.
Clacson in lontananza.
Odore di benzina.
E ancora urla.

Là davanti Annamaria è seduta priva di coscienza sulla sua Smart.
Ha il collo fratturato.
La quarta vertebra cervicale si è sbriciolata in segmenti taglienti.
Il midollo spinale si è lacerato sul peso del colpo.
Il diaframma è immobile, non respira.
Annamaria è morta ma la signora che la strattona dal finestrino non sembra rendersene conto.
Si chiama Rosa.
Non è riuscita a frenare per nulla e la sua grossa berlina ha colpito la Smart, inghiottendola da dietro.
Rosa è nel panico, ha un grosso taglio sulla fronte che le bagna di sangue l'occhio sinistro.
Farnetica sulla ragazza della Smart prima di svenire, in coma, sull'asfalto caldo.

Dietro la macchina di Pino due uomini stanno litigando.
Il più giovane si chiama Paolo. Ha la pelle olivastra e un labbro rotto che la tinge di scuro fin sotto il mento.
E' schiacciato contro una piccola utilitaria dall'altro uomo, un energumeno in camicia: Roberto.
Urlano entrambi le loro ragioni.
Una provocazione. Un altro spintone violento.
Paolo si piega all'urto appoggiandosi con un botto al cofano distrutto della sua piccola macchina rosa.
E' testardo il ragazzo e la rabbia lo rende intrattabile. Sragiona.
Roberto è furioso. Da qualche chilometro l'utilitaria rosa lo tallonava irriverente.
Risultato: il nuovo suv demolito. Le mani prudono.
Il ragazzino si ribella alla sua spinta con una ginocchiata mirata, imprevedibile.
Continuano gli insulti.
Un odore pungente.
Paolo pensa al sangue che gli invade la bocca.
Roberto ha un brutto presentimento, ma troppo tardi.
Una fiammata li avvolge.
Si staccano dall'auto con vestiti e capelli alle fiamme.
Inciampano entrambi, l'uno sull'altro.
Niente erba, niente sabbia, solo asfalto caldo, restio alle fiamme.

Si spengono.

Forse troppo lentamente.
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categoria:scrittura
martedì, 19 febbraio 2008

smallVinoRossoPino guida la sua piccola Ford sulla tangenziale affollata di Bologna.
Quella vecchia macchina lo accompagna da parecchio.
Mai un colpo di tosse lui in settantatré anni; mai un colpo di tosse lei in dodici.
Una buona simbiosi uomo-macchina che tutti i weekend si muove con anziana caparbietà lungo il tragitto Bologna-Loiano.

A Pino piace quel podere.
Vecchio piccolo e inutile secondo la moglie; pittoresco, ricco e rilassante secondo lui.
Torna or ora, guidando la sua auto, con un sacchetto di castagne e una bottiglia di fragolino sul sedile del passeggero.
“Te l'ho preso in Svizzera”, ha detto il tabaccaio di lassù, “è originale quanto buono!”.
Lo avrebbe assaggiato a casa, appena arrivato.
Si calza la coppola per ripararsi dall'abbaglio del sole e si concentra al volante; silenzio.

E' circa l'una di pomeriggio di un lunedì qualunque e c'è il tipico traffico pausa-pranzo.
Un fiume veloce di scarichi e fanali che si muove a tratti, come un grosso bruco maculato.
D'un tratto un colpo. Un boato.
Una lamiera rossa vola laggiù, davanti. Stridore.
Ancora un fracassarsi e l'auto difronte diventa improvvisamente troppo vicina.
Pino schiaccia il pedale del freno con vigore.
Scrocchia con un lieve dolore l'articolazione del ginocchio.
Una mano sudata scivola dal volante e con lei la Ford; come se l'asfalto polveroso fosse di vetro.
Le gomme imprecano. Panico.
Secondi dilatati senza controllo.
Gli occhi si stringono. Le rughe disegnano una disperazione quasi rassegnata.
Poi fine.
La macchina si congela immobile, come disarticolata, trasversale in mezzo alla strada.
Altre due auto si accartocciano dietro.
Senza pietà l'una per l'altra.

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categoria:scrittura
venerdì, 18 gennaio 2008
C'ho la tensione che scuote ogni singolo nervo del mio corpo.
Fra un quarto d'ora verrò mangiato da un professore.
Sono seduto ad un tavolo con il quaderno in mano.
Ripeto mentalmente gli schemi negli ultimi minuti utili.
E mi ritrovo in mano un volantino.
Firmato "Comunione e Liberazione".
Che già mi fa incazzare la firma.
Lo leggo.
Distolgo un poco l'attenzione da quei maledetti appunti.
Questi sono indignati perchè sembra che ad un Papa sia stato negato il diritto di parlare.
Già mi suona come cazzata.
Però meglio indagare.
Adesso torniamo al mio nervoso.
Che m'è diventato ancora più nervoso, mi sa.


E' pomeriggio adesso.
Sto correndo sotto i portici della zona universitaria.
Il parcheggio ce l'ho ancora per un'ora.
E' poco quindi corro più forte.
Mi fermano 3 volte.
Ogni volta una coppia di ragazzi mi piazza quel volantino in mano.
Cazzo.
"La Sapienza"...blablabla..."una vergogna per l'Italia"...blablabla...e corro.
Questi li straccio.
Che poi ci guardo dopo.


Notte.
Torno dalle solite marachelle serali.
Stanco e appesantito.
Passato per auto, pub, nuvole di fumo, bicchieri, camerieri e  musiche.
Mi collego.
Un riflesso automatico.
Controllo le mie web-menate.
Poi mi torna in mente quei ragazzi tanto convinti.
Quelli lì, "Comunione e Liberazione".
Bah, vediamo chi sono, per bene.
Clicco.
Ok, vediamo la notizia.
Clicco, clicco e riclicco.
Ok, vediamo le opinioni.
Clicco, clicco e riclicco.
Bene.
Mi suonava bene.
Trattavasi di cazzata.

Disinformazione + Orgoglio cieco e ignorante +  Strumentalizzazione della falsa-censura
=
Volantino firmato Comunione e Libertà!

E pensare che potevo evitare di leggere.
(Ah...quei ragazzi tanto convinti...provo quasi pena, quasi...)
Potevo iniziare subito a far origami.
O striscioline. O coriandolini finifini.
Mi sarebbe anche passato il nervoso magari...
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categoria:riflessioni, incazzo
mercoledì, 09 gennaio 2008
09012008(002)Oggi bevevo caffè.
Smangiucchiando m&m's.
Pensando random.
Facciamone un post.

Che sarebbe ora di scrivere il mio indirizzo msn qua sopra.
Che sarebbe interessante vedere se arriva qualcuno.
Che comunque ci vado poco su messenger.

Che mi trovo meglio in biblioteca.
Che la però non ci sono i cagni.
I cagni che mi ascoltano parlare di circolo portale ipotalamo-ipofisario e altre menate.

Che è dura imparare bene tutte le suddette menate.

Che sarebbe una maialata tocciare un m&m nel caffè.
Che se dovessi farlo lo farei col cucchiaino.
(Che poi l'ho fatto.)

Che dovrei finire il miniracconto che sto pensando.

Che è stato un po' strano quest'ultimo periodo.

Poi il caffè è finito.
Gli m&m's pure.
E son tornato sui libri.
postato da: MorbidTrevi alle ore 19:19 | Permalink | commenti (11)
categoria:riflessioni, deliri, io


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